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L'EUCARESTIA



Sei diventato “figlio di Dio” nel Battesimo, confermato mediante la Cresima: puoi partecipare con tutta la comunità all’Eucaristia. Così si completa l’iniziazione cristiana.
Nel sacramento dell’Eucaristia, Cristo è presente nella parola, nell’assemblea, nel sacerdote, nel pane e nel vino consacrati.
 Una nuova alleanza con Dio
 
Riporta l’Antico Testamento che, nella Pasqua ebraica, si ricordava la liberazione dalla schiavitù in Egitto. Con l’agnello immolato, il sangue ed i corpi delle vittime offerti in sacrificio, si rinnovava il ricordo della costituzione del popolo di Israele e l’alleanza con Dio. Gli Ebrei conoscevano anche altri due tipi di sacrificio:
·         l’olocausto, nel quale la vittima veniva interamente offerta a Jahvè;
·         il sacrificio di espiazione (= riparazione), nel quale il sangue veniva utilizzato per aspergere e purificare l’offerta.
Gesù e gli apostoli celebrano la Pasqua ebraica, ma qualcosa cambia. Nel pane spezzato Gesù offre il suo corpo da mangiare, nel calice offre il suo sangue da bere.
Nelle parole di Gesù, riportate nel Nuovo Testamento, ci sono tutti i particolari della Pasqua ebraica:
·         spezzò, diede, versò: sono i verbi dell’olocausto;
·         per voi, per molti: il fine del sacrificio;
·         in remissione dei peccati: l’espiazione del sacrificio;
·         fate questo in memoria di me: è l’invito rivolto a tutti, affinchè Gesù resti sempre con noi. Gesù vuole dare sé stesso agli uomini di tutti i tempi.
Gesù riassume il sacrificio antico e lo rinnova.
Tutto appare come prima, e tutto è diverso da prima: l’agnello della Pasqua ebraica non c’è più, ne ha preso il posto il Corpo ed il Sangue di Cristo.
 La Messa, cena del Signore
Il rito dell’Eucaristia ha conservato, lungo i secoli, la stessa struttura dell’ultima cena di Gesù ed anche quella di un’altra cena, quella cui hanno partecipato i discepoli di Emmaus (Lc 24,25-30). Diranno i discepoli: “Non ci ardeva forse il cuore nel petto, mentre conversava con noi lungo il cammino, quando ci spiegava le Scritture?” (Lc 24,32).
Avevano partecipato alla liturgia della Parola e poi alla liturgia eucaristica: la Cena.
 Alla Chiesa è stato affidato il compito di custodire e trasmettere il dono dell’Eucaristia: “Fate questo in memoria di me” (Lc 22,19); e la Chiesa lo ha eseguito con fedeltà attraverso i secoli.
Ma che cosa avviene, concretamente, nella Messa (= Eucaristia)?
·         la prima cosa da notare è che ci troviamo riuniti, anche se non ci conosciamo;
·         partecipiamo alla Messa perché convocati da Cristo, il protagonista: è una festa, un banchetto…
·         la celebrazione è presieduta in modo non visibile, ma reale, da Cristo, ed in modo visibile dal sacerdote, in unione con Lui;
·         la Messa inizia con l’ascolto della Parola di Dio: ascoltando lo stesso messaggio diventiamo “uno”. La Parola unifica;
·         poi continua con la preghiera di grazie: siamo uomini e donne, buoni e cattivi, sani e malati, poveri e ricchi… eppure insieme siamo l’unità del popolo cristiano;
·         e si esprime nella comunione: ci accostiamo alla mensa, riceviamo il Corpo ed il Sangue di Cristo, formiamo un solo Spirito con Lui. Gesù dona anche a noi il suo Spirito.
 L’Eucaristia, pane per il nostro cammino
Terminata la Messa, il pane eucaristico (= le ostie) viene conservato nel tabernacolo.
Il tabernacolo delle nostre chiese è la tenda in cui Cristo si accampa in mezzo a noi e noi possiamo visitarlo: “Il Verbo si è fatto carne e ha posto la sua tenda in mezzo a noi” (Gv 1,14).
L’Eucaristia conservata nelle chiese ci ricorda che Cristo è presente in mezzo a noi, tra le nostre case, con una presenza umile e nascosta.
Il Signore parla al credente con il suo donarsi in silenzio; ci invita a morire a noi stessi, per risorgere con Lui.


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