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L'UNZIONE DEGLI INFERMI



“Il sacramento dell’Unzione degli infermi ha lo scopo di conferire una grazia speciale al cristiano che sperimenta le difficoltà inerenti allo stato di malattia grave od alla vecchiaia” (Catechismo della Chiesa Cattolica 1527).
E’ un sacramento per la vita! Gesù, medico delle anime e dei corpi, ha voluto che la Chiesa continuasse l’opera di salvezza e di sollievo per i malati: “Diede loro potere ed autorità di curare le malattie” (Lc 9,1).
 Il valore della vita e della salute
 
La mentalità di oggi, molto spesso attenta solo ai beni materiali, considera importante la vita solo se è composta dal successo, dalla ricchezza, dal piacere: praticamente la parola “vita” corrisponde oggi alla parola “salute” e la sofferenza viene rifiutata come qualcosa di sbagliato. La posizione cristiana è diversa.
Le attenzioni di Gesù per i malati che ha incontrato, rivelano che Dio Padre considera importanti tutte le persone, anche se non in perfetta salute e sofferenti. Anche Gesù ha percorso la strada della sofferenza: non abbiamo notizia che sia stato malato, ma certamente ha provato la sofferenza di una morte crudele, molto più dolorosa di ogni malattia. Anche lui si è trovato davanti alla scelta se rifiutare la sofferenza, od accettare il progetto di Dio su di lui: la morte in croce! Gesù ha risposto accettando il dolore umano, dando così senso alle domande di ogni uomo sulla sofferenza.
Nel Vangelo troviamo anche molti episodi in cui Gesù dimostra di avvicinare e di amare le persone colpite da ogni tipo di sofferenza: i bambini (Mc 10,13-16), i ciechi (Mc 10,46-52), i paralitici (Gv 5,2-9), gli indemoniati (Lc 8,26ss.)… L’elenco potrebbe essere ancora molto lungo!
Un Sacramento per aiutare chi soffre
Gesù chiedeva ai malati di credere in Lui, e si serviva di segni per guarirli. Lo Spirito di Cristo continua a guarire anche oggi attraverso il sacramento voluto da Gesù in aiuto al malato in difficoltà.
Con questo sacramento l’infermo chiede l’aiuto della Chiesa; con la famiglia e la comunità interviene anche il sacerdote: così il malato non è più solo e si rende conto della situazione reale in cui si trova. Questa unzione sacra completa tutte le altre sante unzioni che segnano la vita del cristiano: quella del Battesimo che apre alla nuova vita e quella della Cresima che dona la forza della testimonianza. L’Unzione degli infermi dà forza in vista delle ultime lotte della vita.
La celebrazione del rito, che può essere celebrato sia in famiglia, che all’ospedale o in chiesa, comprende:
un saluto del sacerdote all’ammalato ed ai familiari presenti;
la spiegazione del significato del sacramento;
la recita dell’Atto di dolore, con cui tutti i presenti chiedono perdono a Dio;
la lettura della Parola di Dio e la recita della preghiera litanica;
l’imposizione delle mani da parte del sacerdote;
la preghiera sull’olio benedetto e l’unzione sacra;
la preghiera del Padre nostro e la benedizione finale.
La celebrazione del sacramento dà al malato una grazia di consolazione e lo unisce a Gesù che muore e risorge.
Il nuovo mattino di chi incontra Dio
La morte è un evento che deve essere circondato da rispetto e raccoglimento. Ogni cristiano che assiste un fratello morente, deve pregare con lui, aiutarlo a ricevere i sacramenti, assisterlo con una presenza amorevole e, a volte, anche silenziosa. Così diventa segno di Cristo che trasmette amore e speranza a chi sta per affrontare il viaggio più difficile.
Il mistero della guarigione
Al cristiano che ottiene da Dio l’aiuto per riacquistare il dono della salute, è buona cosa proporre di riflettere su alcuni atteggiamenti, che leggiamo nel Vangelo, di persone che hanno ricevuto miracoli:
Ø- c’è chi è guarito e perdonato, ma dimentica il dono ricevuto e torna a vivere come prima: dei dieci lebbrosi guariti, uno solo è tornato a ringraziare Gesù (Lc 17,17);
Ø- c’è chi invita Gesù ad allontanarsi dal paese dove ha guarito l’indemoniato (Mc 5,17);
Ø- e c’è anche chi dice a sé stesso: “Che cosa renderò al Signore per quanto mi ha dato?” (Sal 116,12) e cambia vita.
 



Pubblicato da: mauro il 13.04.2010   |  Voto  

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