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IL MATRIMONIO



La Bibbia si apre con la creazione dell’uomo e della donna: “E Dio disse: Facciamo l’uomo a nostra immagine e somiglianza…” (Gn 1,26). Dio ha creato l’umanità per amore e l’ha chiamata all’amore: quindi l’amore è la vocazione fondamentale di ogni essere umano. L’amore tra un uomo ed una donna è una cosa buona agli occhi del Creatore: infatti Dio ci ha creati l’uno per l’altro. “Non è bene che l’uomo sia solo…” (Gn 1,28); e Dio dona all’uomo un aiuto uguale a lui, la donna, “carne della sua carne”. “Per questo l’uomo abbandonerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due saranno una carne sola” (Gn 2,24). L’amore è quindi un nuovo modo di vivere in due. Gesù, nella sua predicazione, ci insegna con chiarezza il senso dell’unione della coppia, una unione indissolubile: “Quello che Dio ha congiunto, l’uomo non lo separi” (Mt 19,6).
Il matrimonio cristiano
Per i cristiani, il Matrimonio è sacramento. Infatti i cristiani si sposano “nel Signore” (1Cor 7,39) innanzitutto perché credono che per amare davvero l’altra persona bisogna cercare ed accogliere l’aiuto di Dio. I giovani ed i fidanzati devono prepararsi con serietà perché la loro scelta del Matrimonio sia un atto libero, cosciente, responsabile e stabile, partecipando con impegno alle iniziative che la comunità cristiana e la parrocchia propongono. Il Matrimonio si fonda sul consenso degli sposi, cioè sulla volontà reciproca di donarsi, in modo definitivo, con il fine di vivere un’alleanza d’amore fedele, fecondo e duraturo.
Nella Chiesa il Matrimonio si celebra pubblicamente, inserito in una celebrazione liturgica, alla presenza dei testimoni, dell’assemblea e del sacerdote, come persona qualificata, incaricata dalla Chiesa ad assistere al sacramento.
Amare per tutta la vita
Dal primo momento dell’amore fino alla maturità, c’è un cammino da percorrere.
All’inizio ciascuno cerca sé stesso più che l’altra persona e pretende di essere amato più che di amare. Poi si capisce che l’amore è dare più che ricevere, come ci ha insegnato Gesù invitandoci a “perdere la propria vita” e quindi a cercare il dono sincero di sé.
I fidanzati devono imparare a parlare insieme di argomenti religiosi, come possibilità di incontrare Dio e crescere in Lui. Si può imparare a parlare insieme a Dio anche di ciò che conta, tracciando insieme un programma di vita matrimoniale e di famiglia da discutere con un Dio, compagno di cammino.
 L’amore nel Matrimonio deve essere:
fedele e indissolubile, cioè per sempre;
totale, cioè deve comprendere corpo e spirito;
unico, cioè riservato esclusivamente ai due;
fecondo, cioè aperto ai figli.
Gesù consacra gli sposi con un sacramento, ricordandoci che le nozze umane anticipano le nozze con Dio, l’unico che sazia pienamente il nostro amore.
Il Matrimonio-sacramento non toglie la fatica di stare insieme, ma rende questa unità possibile con un cammino spirituale di coppia, fatto di preghiera, di ascolto della Parola, di Eucaristia, di gesti di attenzione reciproca e di dialogo assiduo.
La sessualità e la fecondità
Troppi arrivano impreparati al Matrimonio; proveniendo da ambienti di grande libertà sessuale, condizionati dalla cultura permissiva dominante, senza un’adeguata educazione affettiva e sessuale, e perciò dicono “che male c’è?”.
Gli sposi sono chiamati a maturare idee chiare, secondo l’orien-tamento cristiano, sulla sessualità nel Matrimonio. La sessualità è sorgente di gioia e di piacere, ma bisogna saper dominare gli istinti sessuali e resistere alle tentazioni.
La fecondità è un bene, un dono, un fine del Matrimonio; donando la vita, gli sposi partecipano della paternità di Dio. I figli sono un dono prezioso di Dio agli sposi, che contribuisce moltissimo al loro stesso bene. Dio disse: “Siate fecondi e moltiplicatevi” (Gn 1,28). Di conseguenza, l’amore degli sposi e la vita familiare sono il contributo umano al moltiplicarsi della famiglia di Dio; i genitori cristiani sono al servizio della vita e sono i primi e principali educatori dei figli.
 Ricordiamo, infine, che la famiglia cristiana è una “Chiesa domestica” (LG 11) perché è fondata sui sacramenti del Battesimo e del Matrimonio e perché è lì che i figli ricevono il primo annuncio della fede e l’esempio di virtù umane e di carità cristiana.



Pubblicato da: mauro il 13.04.2010   |  Voto  

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