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Liturgia del Giorno

Grado della Celebrazione: Feria
Colore liturgico: Verde
DO211 ;
Nella sua prima lettera ai Tessalonicesi Paolo scrive: "Dobbiamo sempre ringraziare Dio per tutti voi, fratelli, ricordandovi nelle nostre preghiere". La precisazione "dobbiamo ringraziare" può sembrarci indifferente; in realtà è molto importante, perché fissa tutto l'orientamento della lettera: ringraziamo Dio. Questa lettera è infatti una espressione di gratitudine verso Dio, di amore riconoscente. La preghiera di Paolo è anzitutto una preghiera di rendimento di grazie: in ogni lettera egli sempre incomincia col rendere grazie a Dio. E per noi una lezione molto importante.
Questo "ringraziamo Dio" ci dimostra che quanto dice Paolo dopo è considerato dono di Dio. Paolo ringrazia Dio per l'impegno della fede dei Tessalonicesi, per l'operosità della loro carità, per la loro costanza nella speranza: sono attuazioni dei Tessalonicesi, ma più in profondità sono doni di Dio. La fede, la carità, la speranza non sono realizzazioni umane, sono anzitutto "virtù infuse", cioè doni eccellenti di Dio, che ci mettono in rapporto personale con lui benché noi non lo meritiamo.
Paolo quindi vede la generosità dei suoi cristiani anzitutto come dono di Dio, se ne rallegra, ringrazia il Signore.


Prima lettura

1Ts 1,2-5.8-10
Vi siete convertiti dagli idoli a Dio, per attendere il suo Figlio che egli ha risuscitato.

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Tessalonicési

Paolo e Silvano e Timòteo alla Chiesa dei Tessalonicési che è in Dio Padre e nel Signore Gesù Cristo: a voi, grazia e pace.
Rendiamo sempre grazie a Dio per tutti voi, ricordandovi nelle nostre preghiere e tenendo continuamente presenti l’operosità della vostra fede, la fatica della vostra carità e la fermezza della vostra speranza nel Signore nostro Gesù Cristo, davanti a Dio e Padre nostro.
Sappiamo bene, fratelli amati da Dio, che siete stati scelti da lui. Il nostro Vangelo, infatti, non si diffuse fra voi soltanto per mezzo della parola, ma anche con la potenza dello Spirito Santo e con profonda convinzione: ben sapete come ci siamo comportati in mezzo a voi per il vostro bene.
La vostra fede in Dio si è diffusa dappertutto, tanto che non abbiamo bisogno di parlarne. Sono essi infatti a raccontare come noi siamo venuti in mezzo a voi e come vi siete convertiti dagli idoli a Dio, per servire il Dio vivo e vero e attendere dai cieli il suo Figlio, che egli ha risuscitato dai morti, Gesù, il quale ci libera dall’ira che viene.

Parola di Dio


Salmo responsoriale

Il Signore ama il suo popolo.

Cantate al Signore un canto nuovo;
la sua lode nell’assemblea dei fedeli.
Gioisca Israele nel suo creatore,
esultino nel loro re i figli di Sion.

Lodino il suo nome con danze,
con tamburelli e cetre gli cantino inni.
Il Signore ama il suo popolo,
incorona i poveri di vittoria.

Esultino i fedeli nella gloria,
facciano festa sui loro giacigli.
Le lodi di Dio sulla loro bocca:
questo è un onore per tutti i suoi fedeli.


Canto al Vangelo (Gv 10,27)
Alleluia, alleluia.
Le mie pecore ascoltano la mia voce, dice il Signore,
e io le conosco ed esse mi seguono.
Alleluia.


Vangelo

Mt 23,13-22
Guai a voi, guide cieche.

Ascolta il Vangelo>

+ Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù parlò dicendo:
«Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che chiudete il regno dei cieli davanti alla gente; di fatto non entrate voi, e non lasciate entrare nemmeno quelli che vogliono entrare.
Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che percorrete il mare e la terra per fare un solo prosèlito e, quando lo è divenuto, lo rendete degno della Geènna due volte più di voi.
Guai a voi, guide cieche, che dite: “Se uno giura per il tempio, non conta nulla; se invece uno giura per l’oro del tempio, resta obbligato”. Stolti e ciechi! Che cosa è più grande: l’oro o il tempio che rende sacro l’oro? E dite ancora: “Se uno giura per l’altare, non conta nulla; se invece uno giura per l’offerta che vi sta sopra, resta obbligato”. Ciechi! Che cosa è più grande: l’offerta o l’altare che rende sacra l’offerta? Ebbene, chi giura per l’altare, giura per l’altare e per quanto vi sta sopra; e chi giura per il tempio, giura per il tempio e per Colui che lo abita. E chi giura per il cielo, giura per il trono di Dio e per Colui che vi è assiso».

Parola del Signore