Dona il tuo 5x1000 alle missioni agostiniane C.F. 97088690587

Fare Comunione - Numero 12/17 - 25 Giugno 2017


Bisettimanale di informazione della Parrocchia di Santa Rita

Torbellamonaca - Roma
N.12/17 - 25 Giugno 2017
Domenica XII del tempo ordinario

"Anche i capelli del vostro capo sono contati. Non abbiate paura!"

 

La Parola di Dio

Dal Vangelo di S. Matteo 10, 26-33

In quel tempo, Gesù disse ai suoi apostoli:
«Non abbiate paura degli uomini, poiché nulla vi è di nascosto che non sarà svelato né di segreto che non sarà conosciuto. Quello che io vi dico nelle tenebre voi ditelo nella luce, e quello che ascoltate all'orecchio voi annunciatelo dalle terrazze.
E non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo, ma non hanno potere di uccidere l'anima; abbiate paura piuttosto di colui che ha il potere di far perire nella Geènna e l'anima e il corpo.
Due passeri non si vendono forse per un soldo? Eppure nemmeno uno di essi cadrà a terra senza il volere del Padre vostro. Perfino i capelli del vostro capo sono tutti contati. Non abbiate dunque paura: voi valete più di molti passeri!
Perciò chiunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anch'io lo riconoscerò davanti al Padre mio che è nei cieli; chi invece mi rinnegherà davanti agli uomini, anch'io lo rinnegherò davanti al Padre mio che è nei cieli».
Parola del Signore.

Non lasciamoli soli!

ACCOMPAGNARE I GENITORI NELL’ EDUCAZIONE DEI FIGLI ADOLESCENTI

Il 19 giugno Papa Francesco ha aperto il Convegno Pastorale Diocesano sul tema  “Non lasciamoli soli! Accompagnare i genitori nell’educazione dei figli adolescenti” indicando alcuni criteri per affrontare seriamente il problema. Ne riportiamo alcuni brani.

1. Riflettere “in romanesco”!

La prima delle chiavi per entrare in questo tema ho voluto chiamarla “in romanesco”: il dialetto proprio dei romani. Non di rado cadiamo nella tentazione di pensare o riflettere sulle cose “in genere”, “in astratto”. Oggi su questo tema vi invito a pensare “in dialetto”. E per questo bisogna fare uno sforzo notevole, perché ci è chiesto di pensare alle nostre famiglie nel contesto di una grande città come Roma. Con tutta la sua ricchezza, le opportunità, la varietà, e nello stesso tempo con tutte le sue sfide. Non per rinchiudersi e ignorare il resto (siamo sempre italiani), ma per affrontare la riflessione, e persino i momenti di preghiera, con un sano e stimolante realismo.

Non è la stessa cosa educare o essere famiglia in un piccolo paese e in una metropoli.

La vita delle famiglie e l’educazione degli adolescenti in una grande metropoli come questa esige alla base un’attenzione particolare e non possiamo prenderla alla leggera. Perché non è la stessa cosa educare o essere famiglia in un piccolo paese e in una metropoli. Non dico che sia meglio o peggio, è semplicemente diverso.
La complessità della capitale non ammette sintesi riduttive, piuttosto ci stimola a un modo di pensare nemico. Voi vivete le tensioni di questa grande città. In molte delle visite pastorali che ho compiuto mi hanno presentato alcune delle vostre esperienze quotidiane, concrete: le distanze tra casa e lavoro (in alcuni casi fino a 2 ore per arrivare); la mancanza di legami familiari vicini, a causa del fatto di essersi dovuti spostare per trovare lavoro o per poter pagare un affitto; il vivere sempre “al centesimo” per arrivare alla fine del mese, perché il ritmo di vita è di per sé più costoso (nel paese ci si arrangia meglio); il tempo tante volte insufficiente per conoscere i vicini là dove viviamo; il dover lasciare in moltissimi casi i figli soli… E così potremmo andare avanti elencando una grande quantità di situazioni che toccano la vita delle nostre famiglie. Perciò la riflessione, la preghiera, fatela “in romanesco”, in concreto, con tutte queste cose concrete, con volti di famiglie ben concreti e pensando come aiutarvi tra voi a formare i vostri figli all’interno di questa realtà. Lo Spirito Santo è il grande iniziatore e generatore di processi, poliedrico, per cui ogni quartiere e zona trova eco nella diocesi e così la diocesi può farsi visibile, palpabile in ogni comunità ecclesiale, con il suo proprio modo di essere. L’uniformità è un grande
nelle nostre società e situazioni. E’ la grande guida delle dinamiche trasformatrici e salvatrici. Con Lui non abbiate paura di “camminare” per i vostri quartieri, e pensare a come dare impulso a un accompagnamento per i genitori e gli adolescenti. Cioè, in concreto.

2. Connessi in una “società liquida”

Insieme al precedente, mi soffermo su un altro aspetto importante. La situazione attuale a poco a poco sta facendo crescere nella vita di tutti noi, e specialmente nelle nostre famiglie, l’esperienza di sentirci “sradicati”. Si parla di “società liquida” – ed è così – ma oggi mi piacerebbe, in questo contesto, presentarvi il fenomeno crescente della "società sradicata". Vale a dire persone, famiglie che a poco a poco vanno perdendo i loro legami, quel tessuto vitale così importante per sentirci parte gli uni degli altri, partecipi con gli altri di un progetto comune. E’ l’esperienza di sapere che “apparteniamo” ad altri (nel senso più nobile del termine).

Quando non ci sono radici, qualsiasi vento finisce per trascinarti.

E’ importante tenere conto di questo clima di sradicamento, perché a poco a poco passa nei nostri sguardi e specialmente nella vita dei nostri figli. Una cultura sradicata, una famiglia sradicata è una famiglia senza storia, senza memoria, senza radici, appunto. E quando non ci sono radici, qualsiasi vento finisce per trascinarti. Per questo una delle prime cose a cui dobbiamo pensare come genitori, come famiglie, come pastori sono gli scenari dove radicarci, dove generare legami, trovare radici, dove far crescere quella rete vitale che ci permetta di sentirci “casa”. Oggi le reti sociali sembrerebbero offrirci questo spazio di “rete”, di connessione con altri, e anche i nostri figli li fanno sentire parte di un gruppo. Ma il problema che comportano, per la loro stessa virtualità, è che ci lasciano come “per aria” – ho detto “società liquida”; possiamo dire “società gassosa” – e perciò molto “volatili”: “società volatile”. Non c’è peggior alienazione per una persona di sentire che non ha radici, che non appartiene a nessuno. Questo principio è molto importante per accompagnare gli adolescenti.

Tante volte esigiamo dai nostri figli un’eccessiva formazione in alcuni campi che consideriamo importanti per il loro futuro. Li facciamo studiare una quantità di cose perché diano il “massimo”. Ma non diamo altrettanta importanza al fatto che conoscano la loro terra, le loro radici. Li priviamo 

della conoscenza dei geni e dei santi che ci hanno generato. So che avete un laboratorio dedicato al dialogo intergenerazionale, allo spazio dei nonni. So che può risultare ripetitivo ma lo sento come qualcosa che lo Spirito Santo preme nel mio cuore: affinché i nostri giovani abbiano visioni, siano “sognatori”, possano affrontare con audacia e coraggio i tempi futuri, è necessario che ascoltino i sogni profetici dei loro padri (cfr Gl 3,2). Se vogliamo che i nostri figli siano formati e preparati per il domani, non è solo imparando lingue (per fare un esempio) che ci riusciranno. E’ necessario che si connettano, che conoscano le loro radici. Solo così potranno volare alto, altrimenti saranno presi dalle “visioni” di altri.

I nonni trasmettono la storia, la fede, l’appartenenza.

 E torno su questo; sono ossessionato, forse, ma… I genitori devono fare spazio ai figli per parlare con i nonni. Tante volte il nonno o la nonna è nella casa di riposo e non vanno a trovarli… Devono parlare. Anche scavalcare i genitori, ma prendere le radici dei nonni. I nonni hanno questa qualità della trasmissione della storia, della fede, dell’appartenenza. E lo fanno con saggezza di chi è sulla soglia, pronto ad andarsene. Torno, l’ho detto, qualche volta, sul passo di Gioele 3,2: “I vostri anziani sogneranno e i vostri figli profetizzeranno”. E voi siete il ponte. Oggi i nonni non li lasciamo sognare, li scartiamo. Questa cultura scarta i nonni perché i nonni non producono: questo è “cultura dello scarto”. Ma i nonni possono sognare solo quando si incontrano con la vita nuova, allora sognano, parlano… Ma pensate a Simeone, pensate a quella santa chiacchierona di Anna che andava da una parte all’altra dicendo: “E’ quello! E’ quello!”. E questo è bello, questo è bello. Sono i nonni che sognano e danno ai bambini una appartenenza della quale hanno bisogno. Mi piacerebbe che in questo laboratorio intergenerazionale facciate un esame di coscienza su questo. Trovare la storia concreta nei nonni. E non lasciarli da parte.

3. Famiglia "in movimento"

Educare gli adolescenti in movimento. L’adolescenza è una fase di passaggio nella vita non solo dei vostri figli, ma di tutta la famiglia – è tutta la famiglia che è in fase di passaggio –, voi lo sapete bene e lo vivete; e come tale, nella sua globalità, dobbiamo affrontarla. E’ una fase-ponte, e per questo motivo gli adolescenti non sono né di qua né di là, sono in cammino, in transito. Non sono bambini (e non vogliono essere trattati come tali) e non sono adulti (ma vogliono essere trattati come tali, specialmente a livello di privilegi). Vivono proprio questa tensione, prima di tutto in sé stessi e poi con chi li circonda.

Cercano sempre il confronto, domandano, discutono tutto, cercano risposte; e a volte non ascoltano le risposte e fanno un’altra domanda prima che i genitori dicano la risposta… Passano attraverso vari stati d’animo, e le famiglie con loro. Però, permettetemi di dirvi che è un tempo prezioso nella vita dei vostri figli. Un tempo difficile, sì. Un tempo di cambiamenti e di instabilità, sì. Una fase che presenta grandi rischi, senza dubbio.

L’adolescenza non è una patologia che dobbiamo combattere.

Ma, soprattutto, è un tempo di crescita per loro e per tutta la famiglia. L’adolescenza non è una patologia e non possiamo affrontarla come se lo fosse. Un figlio che vive la sua adolescenza (per quanto possa essere difficile per i genitori) è un figlio con futuro e speranza. Mi preoccupa tante volte la tendenza attuale a “medicalizzare” precocemente i nostri ragazzi. Sembra che tutto si risolva medicalizzando, o controllando tutto con lo slogan “sfruttare al massimo il tempo”, e così risulta che l’agenda dei ragazzi è peggio di quella di un alto dirigente.

Pertanto insisto: l’adolescenza non è una patologia che dobbiamo combattere. Fa parte della crescita normale, naturale della vita dei nostri ragazzi. Dove c’è vita c’è movimento, dove c’è movimento ci sono cambiamenti, ricerca, incertezze, c’è speranza, gioia e anche angoscia e desolazione. Inquadriamo bene i nostri discernimenti all’interno di processi vitali prevedibili. Esistono margini che è necessario conoscere per non allarmarsi, per non essere nemmeno negligenti, ma per saper accompagnare e aiutare a crescere. Non è tutto indifferente, ma nemmeno tutto ha la stessa importanza. Perciò bisogna discernere quali battaglie sono da fare e quali no. In questo serve molto ascoltare coppie con esperienza, che se pure non ci daranno mai una ricetta, ci aiuteranno con la loro testimonianza a conoscere questo o quel margine o gamma di comportamenti.

I nostri ragazzi e le nostre ragazze vogliono sentirsi protagonisti.

I nostri ragazzi e le nostre ragazze cercano di essere e vogliono sentirsi – logicamente – protagonisti. Non amano per niente sentirsi comandati o rispondere a “ordini” che vengano dal mondo adulto (seguono le regole di gioco dei loro “complici”). Cercano quell’autonomia complice che li fa sentire di “comandarsi da soli”. E qui dobbiamo stare attenti agli zii, soprattutto a quegli zii che non hanno figli o che non sono sposati… Le prime parolacce, io le ho imparate da uno zio “zitello”. Gli zii, per guadagnare la simpatia dei nipoti, tante volte non fanno bene. C’era lo zio che ci dava di nascosto le sigarette, a noi… Cose di quei tempi. E adesso… Non dico che siano cattivi, ma bisogna stare attenti. In questa ricerca di autonomia che vogliono avere i ragazzi e le ragazze troviamo una buona opportunità, specialmente per le scuole, le parrocchie e i movimenti ecclesiali. Stimolare attività che li mettano alla prova, che li facciano sentire protagonisti. Hanno bisogno di questo, aiutiamoli! Loro cercano in molti modi la “vertigine” che li faccia sentire vivi. Dunque, diamogliela! Stimoliamo tutto quello che li aiuta a trasformare i loro sogni in progetti, e che possano scoprire che tutto il potenziale che hanno è un ponte, un passaggio verso una vocazione (nel senso più ampio e bello della parola). Proponiamo loro mete ampie, grandi sfide e aiutiamoli a realizzarle, a raggiungere le loro mete.

Sfidiamo i nostri ragazzi più di quanto loro sfidano noi

 Non lasciamoli soli. Perciò, sfidiamoli più di quanto loro ci sfidano. Non lasciamo che la “vertigine” la ricevano da altri, i quali non fanno che mettere a rischio la loro vita: diamogliela noi. Ma la vertigine giusta, che soddisfi questo desiderio di muoversi, di andare avanti. Noi vediamo in tante parrocchie, che hanno questa capacità di “prendere” gli adolescenti…: “Questi tre giorni di vacanza, andiamo in montagna, facciamo qualcosa…; o andiamo a imbiancare quella scuola di un quartiere povero che ha bisogno…”. Farli protagonisti di qualcosa.

Questo richiede di trovare educatori capaci di impegnarsi nella crescita dei ragazzi. Richiede educatori spinti dall’amore e dalla passione di far crescere in loro la vita dello Spirito di Gesù, di far vedere che essere cristiani esige coraggio ed è una cosa bella. Per educare gli adolescenti di oggi non possiamo continuare a utilizzare un modello di istruzione meramente scolastico, solo di idee. No. Bisogna seguire il ritmo della loro crescita. E’ importante aiutarli ad acquisire autostima, a credere che realmente possono riuscire in ciò che si propongono. In movimento, sempre. (continua)


Ringraziamo il Signore per i momenti di gioia che dona alla nostra comunità


 

MESE DEL SORRISO
per bambini e ragazzi
 
foto del mese del sorriso 2016 e 2017


ATTIVITA' DELLA PARROCCHIA

- 26 giugno, lunedì

Ore 09,00-18,00: Adorazione Eucaristica continuata.

- 29 giugno, giovedì

Solennità dei SS. Apostoli Pietro e Paolo, patroni della città e diocesi di Roma Pellegrinaggio parrocchiale a S. Rita di Cascia.

- 7 luglio, venerdì

Termina il mese del sorriso 2017.
 

GIORNO PER GIORNO CON IL VANGELO

Lunedì  26 giugno Mt 7, 1-5. 

Togli prima la trave dal tuo occhio.

Martedì 27 giugno –  Mt 7, 6.12-14

Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro

Mercoledì 28 giugno –  S. Ireneo, vescovo e martire.

Mt 7, 15-20. Dai loro frutti li riconoscerete.

Giovedì 29 giugno -  SS. Pietro e Paolo, patroni di Roma

Mt 16, 13-19. Tu sei Pietro, a te darò le chiavi del regno dei cieli.

Venerdì  30 giugno – Santi Primi Martiri della Chiesa di Roma

Mt 8, 1-4. Se vuoi, puoi purificarmi.

Sabato 1 luglio – Mt 8, 5-17.

Molti verranno dall’Oriente e dall’Occidente e sederanno a mensa con Abramo, Isacco e Giacobbe.

Domenica 2 luglio- XIII del Tempo Ordinario

Mt 10, 37-42. Chi non prende la croce non è degno di me. Chi accoglie me, accoglie voi.

Lunedì 3 luglio San Tommaso Apostolo

Gv 20, 24-29. Mio Signore e mio Dio!

Martedì 4 luglio Mt 8, 23-27.  Si alzò, minacciò i venti e il mare e ci fu grande bonaccia.

Mercoledì 5 luglio - Mt 8, 28-34.

Sei venuto qui tormentarci prima del tempo?

Giovedì  6 luglio – Mt 9,1-8.

Resero gloria a Dio che aveva dato un tale potere agli uomini.

Venerdì  7 giugno – Mt 9, 9-13.

Non sono i santi che hanno bisogno del medico, ma i malati. Misericordia io voglio e non sacrifici.

Sabato  8 luglio – Mt 9, 14-17.

Possono forse gli invitati a nozze essere in lutto finché lo sposo è con loro?.


La tua parola, Signore, è parola di vita eterna!


Sono diventati figli di Dio con il battesimo


18 giugno – Sebastian Frroku

18 giugno – Sara Kola

18 giugno – Serena Kola

Sono entrati nella vita di Dio


10 giugno – Maria Paci, nata a Forano (RI) il 25.03.1947.

11 giugno – Rocco Tomei, nato a Supino il 28.03.1951.

23 giugno – Marisa Zonetti, nata a Roma il 03.10.1932.

24 giugno – Giuseppe Schillaci, nato a Palermo ii 15.01.1934.


GIUGNO 2017 - MESE DEL SORRISO

Da Lunedì 12 Giugno a Venerdì 7 Luglio 2017

MESE DEL SORRISO
per bambini e ragazzi
 
foto del mese del sorriso 2016

ISCRIZIONI PRESSO IL BAR DELL'ORATORIO DALLE 16.30 ALLE 18.30

 

Giovedì 29 Giugno - SS. Pietro e Paolo

PELLEGRINAGGIO PARROCCHIALE A S. RITA (Cascia e Roccaporena)

Prenotarsi in Sacrestia

 

Dal 1° Luglio 2017

l'orario della S. Messe delle 18.00 viene posticipato alle 19.00

L'orario delle S.Messe festive sarà il seguente 

7.30 - 9.00 - 11.00 - 19.00

 


Domenica 2 Luglio

SALUTO A P. MALACHIA THEOPHILUS

Che ritorna in Nigeria

Celebrazione della S. Messa ore 19.00

 

PROGRAMMAZIONE DELLA CATECHESI PER LA PRIMA COMUNIONE

Iscrizione al catechismo  per il 2017-2018

   Dal 5 settembre a fine ottobre 2017
   Dal martedì al venerdì 9.30-12.00; 16.30-18.00 in ufficio parrocchiale
 

Ritiro programmazione catechiste

  20-21-22 settembre 2017, ore 16,00-18,00
  

Inizio Catechismo 2017-2018

1° Anno di Comunione: 10 e 11 ottobre 2017
2° Anno di Comunione: 3 e 4 ottobre 2017